domingo, 20 de enero de 2008

L' educazione al silenzio - La educaciòn al silencio

Si insegnava ai bambini a restare seduti immobili e a prenderci gusto. Si insegnava loro a sviluppare l'olfatto, a guardare là dove, apparentemente, non c'era nulla da vedere, e ad ascoltare con attenzione là dove tutto sembrava calmo.Un bambino che non può stare seduto senza muoversi è un bambino sviluppato a metà.Noi respingevamo un comportamento esagerato ed esibizionista poiché lo giudicavamo falso. Un uomo che parlava senza pause era considerato maleducato e distratto.Un discorso non veniva mai iniziato precipitosamente né portato avanti frettolosamente.Nessuno poneva una domanda in modo avventato anche se fosse stata molto importante.Nessuno era obbligato a dare una risposta. Il modo cortese di iniziare un discorso era di dedicare un momento di silenzio a una riflessione comune.Anche durante i discorsi facevamo attenzione a ogni pausa, nella quale l'interlocutore rifletteva.Per i Dakota, il silenzio era eloquente. Nella disgrazia come nel dolore, nei torbidi momenti della malattia e della morte, il silenzio era prova di stima e di rispetto. Era così quando ci capitava qualcosa di grande e degno di ammirazione.

- Luther Standing Bear, Orso In PiediTratto da: "Il Grande Spirito parla al nostro cuore" Ed. Red

Se ensenaba a los ninos a quedarse sintados y sin moverse y a darle gusto.Se ensenaba a desarrolar el olfato, a mirar adonde parecia no haber nada que mirar y a escuchar con atencion alla donde todo parecia calmo. Un nino que no puede quedarse sintado sin moverse es un nino desarrolado por mitad. Nosotros contrastabamos un un comportamiento exsagerado y exibicionista porque era juzgado falso.Un hombre que hablaba sin pausas era considerado malcriado. Un discurso nunca se empezaba con prisa ni adelantado rapidamente.Nadie ponia una pregunta de manera precipitosa aunque muy importante.Nadie estaba obligado en el contestar.La forma educada de empezar un discurso era de dedicar un momento de silencio en una reflexion comun.Tambien durante los discurosos habia que cuidar cada pausa, en la cual el hablador reflexionaba.Para los Dakotas, el silencio era elocuente.En la disgracia como en el dolor, en los momentos de enfermedad y en los de muerte, el silencio era la prueba de estima y respeto.Era asi cuando nos pasaba algo de grande y digno de admiracion.

-Jefe Oso Erguido-

5 comentarios:

Matteo pelo largo dijo...

Sembra, che nonostante molti ancora considerino "selvaggi" i popoli precolombiani, ci sono argomenti, forme di aggregazione sociale, di leggi ecc...che a sentirli nel nostro mondo "moderno" ci risultano incredibilmente avanti. L'educazione dei figli era ben superiore a quella "civilizzata" e le relazioni sociali erano anche relazioni umane.Credo ci sarà sempre da imparare da quei popoli che ci illudiamo di aver civilizzato.Pace a tutti!

Siento no haber escrito muy bien en espanol, pero tengo un teclado en italiano....
Parece que no obstante haya gente que considera como "selvajes" los pueblos precolonbinos, hay argomentos, formas sociales, leyes....que a escucharlos en nuestro mundo "moderno" nos resultan increiblemente adelantados.La educacion de los hijos era superior a la del mundo "civilizado" y las relaciones sociales eran tambien relaciones humanas.Creo que siempre habra de aprender de estos pueblos que nos ilusionamos de haber "civilizado".Paz pa todos!

Anónimo dijo...

Io trovo che la nazione Sioux di cui fanno parte i Dakota sia insieme a quella degli Apache la più affascinante. La capacità di restare in silenzio e di mantenere la calma sono solo alcune delle qualità di questo affascinante popolo verso cui è stato fatto un vero e proprio genocidio da parte del popolo americano. Dei Sioux mi colpisce proprio la loro capacità d'essere in sintonia, in armonia con la natura e il mondo circostante (vedi il loro legame stretto con il bisonte, animale nn solo sacro ma indispensabile per la loro sopravvivenza, animale portato sulla soglia dell'estinzione dal civilizzato uomo bianco). Degli Apache la loro capacità d vivere in ambienti difficili, aridi e il grande coraggio e rispetto verso gli altri. Sono davvero molte le cose ke s possono imparare dai nativi americani..





Marco

Federica dijo...

E' un vero peccato che siano stati imposti e, tuttora vengano imposti, il pensiero e la filosofia occidentale. Studiare ciò che non appartiene propriamente alla nostra tradizione è considerato strano e alternativo. Spero che con il tempo questi stereotipi vengano superati e che l'educazione convenzionale si impegni a dare più punti di vista.
Bacini

serena dijo...

Ciao a tutti, mi piace questo argomento del silenzio che effettivamente nella nostra filosofia e modo di pensiero occidentale non è molto contemplata ma lo è nella nostra religione anche se magari, la si chiama ascetismo e il nome può fare u po' paura. credo che il silenzio sia indispensabile ma occorre un allenamento non da poco, specie nella nostra società che ci insegna a parlare, o forse meglio dire, a discutere! ….allora auguro a tutti voi un giusto silenzio…secondo la modalità di pensiero che più preferite!

Serena

Anónimo dijo...

Ogni parte di questa terra che voi ci ordinate di abbandonare è sacra nella stima del nostro popolo.Ogni collina,ogni valle,ogni pianura,ogni declivo è saturo di avvenimenti tristi e felici e dei sentimenti di tempi remoti.Persino le pietre,sorde e morte giacciono immote nella quiete della notte e del calore del giorno hanno bevuto il ricordo della vita del mio popolo.
Capo Susquamish Seattle 1835

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